Tag: letteratura

Taranto: sogni e risvegli di una città infelice

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Perché facciamo così fatica a parlare di Taranto. 

In questo mese ci siamo interrogati spesso su cosa scrivere e se necessario farlo rispetto ad alcune questioni. Tuttavia alla domanda «Ma a Taranto cosa succede?» ci siamo resi conto che, per qualche istante, eravamo interdetti, come se qualcosa di fondo rimanesse inespresso, rendendoci incapaci di formulare una risposta decisa e concreta. In realtà a Taranto ne succedono di ogni, ma a saltare completamente negli ultimi anni sono stati alcuni punti fermi – probabilmente solo i nostri e di qualcun altrə con cui abbiamo condiviso delle idee, delle suggestioni – che consentivano di avere una lettura più chiara e critica del presente.  

Ricordo di Franco Cassano: proseguire il pensiero meridiano

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«È una civiltà che scompare, e su di essa non c’è da piangere,

ma bisogna trarre, chi ci è nato, il maggior numero di memorie»

Corrado Alvaro

Se si vuole ricominciare a pensare il sud sono necessarie alcune operazioni preliminari. In primo luogo occorre smettere di vedere le sue patologie solo come la conseguenza di un difetto di modernità. Bisogna rovesciare l’ottica e iniziare a pensare che probabilmente nel Sud d’Italia la modernità non è estranea alle patologie di cui ancora oggi molti credono che essa sia la cura. Per iniziare a pensare il sud è in altri termini necessario prendere in considerazione anche l’ipotesi che normalmente si scarta a priori: la modernizzazione del sud è una modernizzazione imperfetta o insufficiente o non è piuttosto l’unica modernizzazione possibile, la modernizzazione reale?

Poema della fame (epilogo)

di Fabrizio Bajec

©Photonews

Nell’autunno del 2018 il movimento dei gilet gialli, dopo aver occupato le rotatorie di varie zone della Francia, sale a Parigi e invade gli Champs Elysées senza deporre alcuna dichiarazione in prefettura. A ogni sabato corrisponde un atto, un’azione di massa come non se ne vedevano dagli anni sessanta del secolo scorso. Nel mirino non c’è l’aumento del prezzo della benzina, ma una più vasta richiesta di giustizia sociale. I primi “atti” danno luogo a pesanti scontri con le forze dell’ordine, scempi cospicui del mobilio urbano nei quartieri più turistici e abitati dalla frangia più ricca della popolazione parigina. Il più bel viale del mondo è coperto di cenere.

Taranto: ”La terra di ferro” di Pasquale Pinto

Quando si parla di Taranto, bisognerebbe sempre fare un salto indietro nel passato, ricucire lentamente, passo dopo passo, i fili che l’hanno condotta al suo complesso e tragico presente. Ovviamente, la storia di questa città negli ultimi sessant’anni è strettamente intrecciata con quella della grande fabbrica e della sua produzione d’acciaio, per questo parlare di ogni cosa che riguarda la vita e la sua rappresentazione, come la letteratura ad esempio, non è possibile senza considerare la presenza all’orizzonte dallo stabilimento Italsider prima, Ilva poi e Arcelor Mittal oggi. Cercherò in queste righe di riconnettere i fili di un poeta, Pasquale Pinto, operaio dell’Italsider scomparso nel 2004 e di cui difficilmente si riescono a recuperare opere e memoria; con quelli della più grande fabbrica siderurgica d’Europa.

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