Taranto, città dai molti centri e dalle periferie disseminate, racchiude nella sua maglia urbana il racconto di un luogo complesso, stratificato, multiforme. I resti gloriosi delle testimonianze del passato convivono con una storia contemporanea di vita pulsante e cemento, povertà e ricchezza, chiassosi suoni e pacifici silenzi al di là del mare.

Una linea di confine invisibile segna la fine della città, interrompe gli ampi orizzonti del golfo e pone argine ai desideri di dignità e riscatto di un popolo. Pochi metri intercorrono tra il quartiere Tamburi, nella periferia ovest, e la più grande fabbrica siderurgica di Europa. Qui colline di sostanze inquinanti e strade arrossate dagli ossidi di ferro conducono lo sguardo a un presente negato con violenza e a un futuro svuotato di semantica.