Il Giro d’Italia e il racconto di Taranto: tra stereotipi e rimozioni

Il 9 ottobre il Giro d’Italia è transitato per Taranto, nell’ambito della settima tappa partita da Matera e arrivata a Brindisi. Le immagini sono state trasmesse in diretta su Rai 2. Durante il breve passaggio, durato circa quindici minuti, i telecronisti hanno parlato della città, della sua storia e commentato le immagini trasmesse. Quale immaginario sulla città è stato veicolato? Abbiamo riascoltato la registrazione, disponibile su Raiplay: ecco alcuni appunti…

Poema della fame (epilogo)

di Fabrizio Bajec

©Photonews

Nell’autunno del 2018 il movimento dei gilet gialli, dopo aver occupato le rotatorie di varie zone della Francia, sale a Parigi e invade gli Champs Elysées senza deporre alcuna dichiarazione in prefettura. A ogni sabato corrisponde un atto, un’azione di massa come non se ne vedevano dagli anni sessanta del secolo scorso. Nel mirino non c’è l’aumento del prezzo della benzina, ma una più vasta richiesta di giustizia sociale. I primi “atti” danno luogo a pesanti scontri con le forze dell’ordine, scempi cospicui del mobilio urbano nei quartieri più turistici e abitati dalla frangia più ricca della popolazione parigina. Il più bel viale del mondo è coperto di cenere.

Taranto è una città speciale?

Taranto è una città speciale? È una domanda che ci siamo posti spesso. La tentazione di rispondere positivamente è forte. Da un lato un passato mitico, una storia antica e gloriosa, dall’altro un presente segnato da un inquinamento senza paragoni. È piuttosto facile che chi nasce o sia cresciuto a Taranto descriva la propria città come irrimediabilmente speciale. Quali sono i caratteri di questa specialità? Che effetti produce il richiamo costante alla differenza tra Taranto e le città normali?

Salvini a Taranto: forme del dissenso, repressione e ultras

L’accoglienza di Taranto a Salvini è stata bipartisan. In questa foto, bloccati nei pressi di uno degli accessi di piazza della Vittoria da un cordone di polizia e carabinieri, la moltitudine antagonista. Oltre duecento persone dalla composizione eterogenea, che contava tra le sue fila tanti dei soggetti che popolano lo stadio: quest’ultimo, anche con l’assenza forzata degli ultimi mesi, si configura come luogo attrattore di un campo di forze relazionali che interagisce anche al di là dei gradoni (sarà per questo che lo strumento del Daspo è stato usato a Taranto negli scorsi mesi per colpire il dissenso politico?).

Taranto: ”La terra di ferro” di Pasquale Pinto

Quando si parla di Taranto, bisognerebbe sempre fare un salto indietro nel passato, ricucire lentamente, passo dopo passo, i fili che l’hanno condotta al suo complesso e tragico presente. Ovviamente, la storia di questa città negli ultimi sessant’anni è strettamente intrecciata con quella della grande fabbrica e della sua produzione d’acciaio, per questo parlare di ogni cosa che riguarda la vita e la sua rappresentazione, come la letteratura ad esempio, non è possibile senza considerare la presenza all’orizzonte dallo stabilimento Italsider prima, Ilva poi e Arcelor Mittal oggi. Cercherò in queste righe di riconnettere i fili di un poeta, Pasquale Pinto, operaio dell’Italsider scomparso nel 2004 e di cui difficilmente si riescono a recuperare opere e memoria; con quelli della più grande fabbrica siderurgica d’Europa.

Taranto 4 maggio, la città oltre il confine

Taranto, città dai molti centri e dalle periferie disseminate, racchiude nella sua maglia urbana il racconto di un luogo complesso, stratificato, multiforme. I resti gloriosi delle testimonianze del passato convivono con una storia contemporanea di vita pulsante e cemento, povertà e ricchezza, chiassosi suoni e pacifici silenzi al di là del mare.

Una linea di confine invisibile segna la fine della città, interrompe gli ampi orizzonti del golfo e pone argine ai desideri di dignità e riscatto di un popolo. Pochi metri intercorrono tra il quartiere Tamburi, nella periferia ovest, e la più grande fabbrica siderurgica di Europa. Qui colline di sostanze inquinanti e strade arrossate dagli ossidi di ferro conducono lo sguardo a un presente negato con violenza e a un futuro svuotato di semantica.

Casarano – Taranto, non è calcio senza rivali

8 settembre 2019, diari dalla periferia del calcio.

Un Casarano-Taranto qualsiasi, valevole per la seconda giornata del girone H della (ormai) quarta serie nazionale, in uno stadietto ben fatto rispetto a quelli che il Taranto è abituato a calcare. Una partita che non significa nulla nel panorama calcistico internazionale, ma che grazie alle tifoserie si trasforma in una giornata di calcio che riesce a conferire tutto il piacere di vedere una partita del genere dal vivo.

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