Categoria: Narrazioni

Calcio e potere ai piedi delle ciminiere

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Premessa. Tra le tante visioni che popoleranno il nostro immaginario nel dopo pandemia, una sicuramente appartiene al calcio e allo sport in generale: gli spalti vuoti mentre lo spettacolo continua. I seggiolini vuoti degli stadi e dei palazzetti sembrano provenire dal più tetro dei romanzi distopici dove, in un mondo dove imperversa la morte, il circ(uit)o del calcio procede spedito nel più classico the show must go on.

Ricordo di Franco Cassano: proseguire il pensiero meridiano

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«È una civiltà che scompare, e su di essa non c’è da piangere,

ma bisogna trarre, chi ci è nato, il maggior numero di memorie»

Corrado Alvaro

Se si vuole ricominciare a pensare il sud sono necessarie alcune operazioni preliminari. In primo luogo occorre smettere di vedere le sue patologie solo come la conseguenza di un difetto di modernità. Bisogna rovesciare l’ottica e iniziare a pensare che probabilmente nel Sud d’Italia la modernità non è estranea alle patologie di cui ancora oggi molti credono che essa sia la cura. Per iniziare a pensare il sud è in altri termini necessario prendere in considerazione anche l’ipotesi che normalmente si scarta a priori: la modernizzazione del sud è una modernizzazione imperfetta o insufficiente o non è piuttosto l’unica modernizzazione possibile, la modernizzazione reale?

Fuochi nella notte: sparano al cielo dei potenti

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Partiamo da un presupposto necessario: la notte di capodanno è un momento topico. Non c’è niente di speciale, è come i compleanni: la domanda retorica che i più simpatici sfornano in queste occasioni è “come ti senti con un anno in più?” ci riporta a quella che è la reale dimensione delle feste: il tempo è una convenzione che in alcuni casi viene sospesa.

Manifesto per il partito del Kane Max

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Un cane si aggira per il borgo di Taranto: il Kane Max. Tutte le potenze della vecchia Taranto si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe per salvare il nostro randagio: il papa e lo zar, Metternich e Melucci, radicali francesi e poliziotti tedeschi, il vicesindaco e gli assessori.

Appunti da un giro in città vecchia (+ aggiornamento)

Di Enrico Mariani e Francesco Mazzanti

Abbiamo scritto questo testo due anni e qualche mese fa, dopo essere stati ospiti dei nostri amici e compagni di Taranto. Secondo i puntapennisti non è invecchiato male e ci hanno chiesto se per noi fosse il caso di pubblicarlo sul blog. Ci sembra però necessario un corsivo che lo introduca e contestualizzi.

Il Giro d’Italia e il racconto di Taranto: tra stereotipi e rimozioni

Il 9 ottobre il Giro d’Italia è transitato per Taranto, nell’ambito della settima tappa partita da Matera e arrivata a Brindisi. Le immagini sono state trasmesse in diretta su Rai 2. Durante il breve passaggio, durato circa quindici minuti, i telecronisti hanno parlato della città, della sua storia e commentato le immagini trasmesse. Quale immaginario sulla città è stato veicolato? Abbiamo riascoltato la registrazione, disponibile su Raiplay: ecco alcuni appunti…

Poema della fame (epilogo)

di Fabrizio Bajec

©Photonews

Nell’autunno del 2018 il movimento dei gilet gialli, dopo aver occupato le rotatorie di varie zone della Francia, sale a Parigi e invade gli Champs Elysées senza deporre alcuna dichiarazione in prefettura. A ogni sabato corrisponde un atto, un’azione di massa come non se ne vedevano dagli anni sessanta del secolo scorso. Nel mirino non c’è l’aumento del prezzo della benzina, ma una più vasta richiesta di giustizia sociale. I primi “atti” danno luogo a pesanti scontri con le forze dell’ordine, scempi cospicui del mobilio urbano nei quartieri più turistici e abitati dalla frangia più ricca della popolazione parigina. Il più bel viale del mondo è coperto di cenere.

Taranto è una città speciale?

Taranto è una città speciale? È una domanda che ci siamo posti spesso. La tentazione di rispondere positivamente è forte. Da un lato un passato mitico, una storia antica e gloriosa, dall’altro un presente segnato da un inquinamento senza paragoni. È piuttosto facile che chi nasce o sia cresciuto a Taranto descriva la propria città come irrimediabilmente speciale. Quali sono i caratteri di questa specialità? Che effetti produce il richiamo costante alla differenza tra Taranto e le città normali?

Taranto: ”La terra di ferro” di Pasquale Pinto

Quando si parla di Taranto, bisognerebbe sempre fare un salto indietro nel passato, ricucire lentamente, passo dopo passo, i fili che l’hanno condotta al suo complesso e tragico presente. Ovviamente, la storia di questa città negli ultimi sessant’anni è strettamente intrecciata con quella della grande fabbrica e della sua produzione d’acciaio, per questo parlare di ogni cosa che riguarda la vita e la sua rappresentazione, come la letteratura ad esempio, non è possibile senza considerare la presenza all’orizzonte dallo stabilimento Italsider prima, Ilva poi e Arcelor Mittal oggi. Cercherò in queste righe di riconnettere i fili di un poeta, Pasquale Pinto, operaio dell’Italsider scomparso nel 2004 e di cui difficilmente si riescono a recuperare opere e memoria; con quelli della più grande fabbrica siderurgica d’Europa.

Casarano – Taranto, non è calcio senza rivali

8 settembre 2019, diari dalla periferia del calcio.

Un Casarano-Taranto qualsiasi, valevole per la seconda giornata del girone H della (ormai) quarta serie nazionale, in uno stadietto ben fatto rispetto a quelli che il Taranto è abituato a calcare. Una partita che non significa nulla nel panorama calcistico internazionale, ma che grazie alle tifoserie si trasforma in una giornata di calcio che riesce a conferire tutto il piacere di vedere una partita del genere dal vivo.

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