Autore: puntapenna

Poema della fame (epilogo)

di Fabrizio Bajec

©Photonews

Nell’autunno del 2018 il movimento dei gilet gialli, dopo aver occupato le rotatorie di varie zone della Francia, sale a Parigi e invade gli Champs Elysées senza deporre alcuna dichiarazione in prefettura. A ogni sabato corrisponde un atto, un’azione di massa come non se ne vedevano dagli anni sessanta del secolo scorso. Nel mirino non c’è l’aumento del prezzo della benzina, ma una più vasta richiesta di giustizia sociale. I primi “atti” danno luogo a pesanti scontri con le forze dell’ordine, scempi cospicui del mobilio urbano nei quartieri più turistici e abitati dalla frangia più ricca della popolazione parigina. Il più bel viale del mondo è coperto di cenere.

Taranto è una città speciale?

Taranto è una città speciale? È una domanda che ci siamo posti spesso. La tentazione di rispondere positivamente è forte. Da un lato un passato mitico, una storia antica e gloriosa, dall’altro un presente segnato da un inquinamento senza paragoni. È piuttosto facile che chi nasce o sia cresciuto a Taranto descriva la propria città come irrimediabilmente speciale. Quali sono i caratteri di questa specialità? Che effetti produce il richiamo costante alla differenza tra Taranto e le città normali?

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